Il periodo dell’arte paleocristiana ha inizio già dal I secolo dopo Cristo, ma trova il suo sviluppo nei secoli successivi, in particolare il IV e V sec. d.C.
Il termine paleocristiano significa “dell’antichità cristiana” e sta a rappresentare quelle forme d’arte che si sviluppano nel periodo iniziale del Cristianesimo, prima che questa importante religione diventi anche un fenomeno politico ed assuma via via sempre più importanza anche in relazione al potere dei governi.
L’arte paleocristiana nasce all’interno dei confini dell’Impero romano ed inizialmente è molto vicina all’arte romana, anche per ciò che riguarda l’aspetto delle opere realizzate in questo periodo e le tecniche artistiche utilizzate, come ad esempio il mosaico. Te ne parlo meglio più avanti.
mappa concettuale sull’arte paleocristiana
Per lo studio dell’arte paleocristiana, ti propongo due diverse mappe concettuali riassuntive dei concetti essenziali, puoi vederle qui sotto e scaricare ciascuna dai bottoncini “download”.

La stessa mappa può essere scaricata in pdf da qui:

Da Studenti.it, traggo questa video-spiegazione sull’arte paleocristiana. Dura 5 minuti e copre abbastanza bene i contenuti della spiegazione fatta in classe Può essere utile quindi anche per gli assenti 😉
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architettura cristiana prima della basilica: le catacombe
Questo filmato ci fa scoprire le catacombe di Priscilla, a Roma, all’interno delle quali si trova il più antico affresco raffigurante la Vergine Maria con il Bambino. La prima immagine della natività che si conosca si trova qui!
Le catacombe erano necropoli sotterranee: una fitta rete di cunicoli scavati nel sottosuolo tufaceo della città nei quali si aprivano piccole stanze (dette loculi) destinate ad ospitare le salme dei cristiani defunti. Alcuni di questi ambienti erano decorati con affreschi e incisioni ricche di simboli.
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com’è fatta la basilica paleocristiana
Nel IV secolo dopo Cristo, dopo l’emanazione degli editti degli Imperatori Costantino (313 d.C.) e Teodosio (380 d.C.), la comunità cristiana deve provvedere alla realizzazione dei propri spazi di culto, potendo finalmente (dopo tre secoli di persecuzioni spietate) professare liberamente la propria fede.
Non esistono però edifici sacri già realizzati che si prestino a svolgere la funzione di Chiesa. I templi infatti erano troppo piccoli, progettati per escludere i fedeli dal rito che si svolgeva all’interno del naos o cella, ricordi? Nei templi greci e romani, solo il Sacerdote poteva accedere alla zona sacra del naos. (se hai bisogno di rivedere come era fatto il tempio greco, lo trovi qui)
I Cristiani al contrario partecipano attivamente alla Messa.
Ecco quindi che la comunità cristiana deve trovare una tipologia edilizia adatta ad ospitare il culto cristiano, al quale tutti i fedeli assistono.
Viene così inventata la Basilica, tipologia di edificio sacro che prende spunto da un edificio civile (la basilica, appunto) già in uso presso i Romani.


Il video sottostante ti da una spiegazione semplice di come fossero fatte le basiliche paleocristiane.
Tieni presente che oggi è quasi impossibile vedere una basilica paleocristiana originale perché nei secoli successivi alla loro costruzione, questi edifici hanno subito pesanti rimaneggiamenti, decorazioni aggiuntive ed in alcuni casi sono stati interamente demoliti per far posto a chiese di maggiori dimensioni.
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Dall’arte romana a quella paleocristiana
I primi Cristiani erano cittadini dell’Impero Romano ed erano per questo abituati alle rappresentazioni classiche e pagane tipiche della romanità.
Quando il cristianesimo inizia a diffondersi, i temi decorativi tipici dell’epoca romana vengono mantenuti, ma con un diverso significato. Nascono così i simboli che alludono alle Sacre Scritture.
Ad esempio: una scena di vendemmia nel mondo romano rappresentava la vita agricola nelle campagne. La stessa rappresentazione, fatta dai Cristiani, vuole invece alludere alle parabole dei Vangeli ovvero quegli insegnamenti tramandati da Gesù agli Apostoli sotto forma di racconti metaforici.
Questo breve video spiega il significato di alcuni simboli cristiani molto conosciuti: dal Buon Pastore al monogramma di Cristo
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Sia le Catacombe che le basiliche paleocristiane erano arricchite da decorazioni piuttosto sobrie (perché dovevano risultare economiche) e che molto ricordano le abitudini romane in fatto di decorazione delle abitazioni.
Una delle tecniche che viene tramandata dall’arte classica a quella paleocristiana è il mosaico.
Questo filmato di circa 4 minuti ti porta a visitare virtualmente un importante allestimento di mosaici originali romani esposto nel museo romano Centrale Montemartini. Guardalo per avere una bella e rapida panoramica delle varie tipologie di mosaico che i romani realizzavano all’interno delle domus patrizie.
Scoprirai che i soggetti sono diversi: dai motivi geometrici in bianco e nero, alcuni molto semplici altri invece elaborati, a vere e proprie opere d’arte che sembrano affreschi per la qualità dei dettagli e la ricchezza dei colori.
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Nell’esempio soprastante, il mosaico rappresenta un pavone perché nella simbologia cristiana questo animale sta ad indicare l’immortalità e perciò racconta ai fedeli cristiani della resurrezione di Gesù.
Dall’arte paleocristiana a quella bizantina
Come ricorderai dai tuoi studi di storia, l’Imperatore Teodosio (lo stesso che ha dichiarato il Cristianesimo religione ufficiale dell’Impero) divide l’Impero Romano in due parti: Oriente ed Occidente. Correva l’anno 395 d.C..
In seguito alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, avvenuta nel 476 d.C, la storia antica si conclude e si apre il nuovo grande capitolo del Medioevo.
Tra la fine del V secolo e la prima metà del VI secolo Ravenna sarà la capitale del Regno d’Italia costituito da Teodorico. In questo periodo la città si arricchisce di monumenti preziosamente decorati nello stile Bizantino, che deve il suo nome a Bisanzio (già Costantinopoli ed attualmente Istanbul).
Per scoprire di più su questo stile, ti rimando alla pagina dedicata


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