L’arte greca rappresenta un punto di svolta nella storia dell’arte.
Dopo l’età classica e le sue elaborazioni dei concetto di Bello, di Armonia e di Proporzione, l’arte ha preso la direzione che ci ha portati poi al Rinascimento, al Neoclassicismo, perfino al Razionalismo secoli dopo. Conoscere l’arte greca è un po’ come conoscere le nostre radici culturali. Ci aiuta a decifrare molti periodi successivi della storia dell’arte ed a comprendere alcuni concetti fondamentali anche per rendere migliori le nostre opere d’arte.
Nel precedente post sull’arte greca ti ho parlato della nascita di questa cultura ed abbiamo esplorato le caratteristiche dell’architettura greca andando a conoscere approfonditamente l’edificio più importante per i Greci: il tempio.

In questo post proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta dei grandi classici dell’arte andando ad approfondire le caratteristiche della scultura.
Le caratteristiche della scultura greca classica
Per iniziare, ti propongo qualche brevissimo filmato. In questo primo video, trovi espressi i concetti base della scultura greca ed un confronto tra una statua raffigurante una divinità egizia ed una raffigurante Afrodite, divinità greca.
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Riassumiamo i concetti in questa mappa concettuale che ho elaborato per te

puoi scaricare la mappa concettuale sulla scultura greca -principi e 3 periodi – da qui

puoi scaricare la mappa concettuale sulla scultura greca in marmo ed in bronzo da qui
l’ideale della bellezza universale
Come si è evoluto nel tempo il concetto di bellezza che ha caratterizzato l’arte greca?
La ricerca del realismo e della vitalità espressiva del corpo umano sono state al centro del lavoro degli scultori greci lungo tutto l’arco storico di questa civiltà.
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Esempi di sculture classiche: il Discobolo ed il Doriforo
Vediamo due brevi filmati che ti aiuteranno a conoscere ed analizzare due opere simbolo della statuaria greca classica: il Discobolo (lanciatore del disco) scolpito dall’artista Mirone ed il Doriforo (portatore di lancia) scolpito dall’artista Policleto.
Mirone ed il Discobolo:

In quest’altro video da 3 minuti trovate una bella descrizione del Doriforo di Policleto, grande maestro dell’arte greca. A lui dobbiamo l’invenzione del Canone che ti spiego meglio nello schema che segue. Clicca sulla figura per il video.

Il canone di Policleto
Nella mappa che ti presento sono riassunti i principi della statuaria classica così come elaborati da Policleto di Argo, scultore greco vissuto intorno alla metà del V secolo a.C.
Il canone di Policleto è la regola proporzionale fondamentale a cui tutti gli scultori successivi si sono attenuti per realizzare figure umane dall’aspetto fisico perfetto ed armonioso.

puoi scaricare la mappa concettuale sul canone di Policleto da qui
la scultura greca arcaica
Come hai appreso dallo schema, la scultura greca ha attraversato (come tutta l’arte greca nel suo insieme) tre importanti fasi: quella arcaica, quella classica e quella ellenistica.
Il periodo arcaico è il più antico dei tre, iniziato intorno all’ottavo secolo avanti Cristo e conclusosi intorno al sesto. E’ un periodo che precede il più famoso e splendente momento Classico, ma è stato ugualmente importante per la definizione dei principi di armonia ed eleganza che poi hanno avuto tanto sviluppo tra V e III secolo.
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La scultura in bronzo
Come hai ascoltato nelle video letture delle opere di Policleto e di Mirone, queste sculture che possiamo ammirare oggi sono in realtà delle copie in marmo realizzate in epoca romana a partire dagli originali che erano in bronzo.
Esempi di scultura in bronzo: l’auriga di Delfi ed i bronzi di Riace
L’auriga di Delfi è una scultura greca del periodo cosiddetto “severo” cioè un periodo di transizione tra l’età arcaica e quella classica. E’ una delle poche statue greche originali in bronzo ad essersi conservata quasi intatta.
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Quando la ricchezza arriva dal mare…
Statua A e statua B, così si chiamano i famosi bronzi di Riace. Scopriamo insieme questa coppia di guerrieri in bronzo, patrimonio artistico dell’età magno-greca custodito in Calabria e letteralmente “ripescato” casualmente in mare nel 1972.
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Ma come dovevano essere i bronzi di Riace in origine?
Questo breve filmato, realizzato in occasione del cinquantesimo anniversario dal ritrovamento delle sculture bronzee in mare, non lontano dalle coste di Riace (RC), ci mostra quale potesse essere il loro aspetto completi di lancia e scudo e con la doratura originale.
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Come si lavora il bronzo per farne una statua
La scultura in bronzo ha un processo di lavorazione completamente diverso rispetto a quella in marmo.
Il marmo viene sbozzato partendo da un blocco di pietra (perché il marmo altro non è che una pietra calcarea) a cui con forti e precisi colpi di scalpello si sottraggono man mano i volumi che non servono e si arriva progressivamente a scolpire la figura, rifinendola sempre più e poi lucidandola.
Il bronzo invece è una lega metallica (di rame e stagno) e viene lavorato per fusione, cioè portando i metalli ad altissima temperatura fino a renderli fluidi e colando questa miscela incandescente in appositi stampi.
Nel filmato che segue trovi spiegato brevemente il procedimento di lavorazione del bronzo a cera persa.
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I passaggi della lavorazione a cera persa li vedi riassunti anche in questo specchietto che è molto chiaro.

Hai capito perché questa tecnica di lavorazione si chiama “a cera persa”? Se non ti è chiaro, guarda bene e leggi il punto 4 dello specchietto qui sopra.
Riciclare il bronzo
Molte purtroppo sono state le sculture bronzee che non sono sopravvissute al passare del tempo. Non tanto, o non solo, perché si deterioravano ma anche perché il bronzo essendo una lega metallica, si presta ad essere “riciclato” con facilità.
Così come facciamo noi oggi con le lattine di alluminio che vengono fuse e rigenerate per ottenere nuovi contenitori o oggetti d’uso in alluminio riciclato, anche nell’antichità si ottimizzavano le risorse… riciclando il bronzo! Dalla fusione delle statue non più utilizzate si potevano ricavare altre sculture oppure spade, armature, scudi, perni e supporti per le costruzioni in pietra, e (molti secoli dopo) bombardiere e palle di cannone!
la scultura del periodo ellenistico
Nel periodo più tardo dell’arte greca, detto ellenistico, la scultura si caratterizza per una maggiore espressività ed un forte realismo. I personaggi ritratti non sono più serenamente inespressivi e idealmente belli, distaccati dalla realtà come lo erano stati nell’età classica.
Al contrario! Le emozioni, i gesti scomposti, disperati o quotidiani (come togliersi una spina dalla pianta del piede) diventano caratteristici dei soggetti ellenistici che sono molto naturali e spontanei.
Questo breve video ti riassume l’età di Alessandro Magno e le sue caratteristiche artistiche.
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In conclusione
Ricolleghiamo la scultura e l’architettura greca attraverso un esempio della loro integrazione: le sculture che adornavano i frontoni del Partenone tempio di Atena che svetta con la sua imponenza sull’Acropoli di Atene
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Ricordati di esplorare anche il post relativo all’architettura greca da qui.
Bellissimo ù
Grazie Giusy, sono felice che il materiale ti sia utile. Se insegni arte, non perdere l’occasione di entrare nella Sala Prof: la newsletter gratuita per docenti di arte della scuola media 🙂 la trovi qui: https://www.dueorediarte.it/sala-prof/