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Due Ore di Arte

arte e immagine nella scuola media

23 Settembre 2024

perché studiare arte

Spesso capita in classe, approcciando allo studio della storia dell’arte, che qualche studente resti sorpreso e dubbioso del perché si studi l’arte.

L’esperienza che facciamo dell’arte nella prima infanzia è effettivamente del tutto pratica ed immediata, anche in senso letterale: cioè non mediata, basata sull’uso istintivo del colore e della forma per dar luogo a delle creazioni individuali il cui scopo è solo esplorativo e ludico.

Crescendo si viene indirizzati maggiormente alla cura del soggetto rappresentato ed ad un obiettivo di verosimiglianza, sperimentando eventualmente l’uso di varie tecniche espressive, ma sempre mirando ad un’esperienza laboratoriale ed all’espressione individuale.
Nell’età infantile, l’arte si fa interprete delle emozioni, delle percezioni e delle rielaborazioni del vissuto del bambino. Potremmo dire che assume una dimensione individuale e molto personale, in pieno accordo con il modo di pensare tendenzialmente ego-centrico che è proprio del bambino.

Da piccoli, dunque, l’arte non si studia. Si pratica.

E’ forse un approccio sbagliato? Assolutamente no.

E’ giustissimo avvicinarsi all’arte in maniera pratica ed esperienziale, soprattutto in età infantile, quando le strutture cognitive non consentono ancora un’elaborazione concettuale astratta.

Arrivati alle soglie dell’adolescenza, assecondando la maturazione cognitiva, nel programma di studi della scuola media si offre progressivamente una conoscenza anche teorica del panorama artistico mondiale, dalle origini ai giorni nostri.

Perché? Che vantaggio ci porta lo studio della storia dell’arte?


Cosa ci offre lo studio dell’arte fin da ragazzi?

L’arte offre un’esperienza immersiva.

Ultimamente in campo artistico vanno di moda le esperienze immersive, ci hai fatto caso?

Fino a pochi anni fa, le mostre erano sempre organizzate in maniera tradizionale: opere originali esposte ordinatamente in un contesto museale piuttosto neutro. Qualche pannello informativo, un breve video introduttivo a cui assistere in un angolo un po’ raccolto vicino all’ingresso della mostra e poi, via. Il percorso espositivo che si snoda di sala in sala.

Osservatore ed opera d’arte posti faccia a faccia in un dialogo silenzioso, spesso mediato dalla voce sapiente dell’audio-guida che ti sussurra nell’orecchio le risposte giuste da dare alle domande che l’opera ti suscita.

Sempre più spesso oggi vengono organizzate invece mostre immersive. Eventi denominati experience.

Van Gogh – La nuit étoilée (Immersive exhibition, 2019) This file is licensed under the Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International license.

Forse perché viviamo in un mondo così ricco di stimoli e di distrazioni che facciamo fatica ad essere presenti realmente nel momento. Abbiamo bisogno di sentirci avvolti da luci, colori e suggestioni che costruiscano uno scenario dentro cui la nostra percezione possa finalmente sentirsi guidata e convogliata in una sola direzione. Nell’immergerci riusciamo finalmente ad essere qui ed ora. Almeno per qualche momento.

Forse perché in un mondo in cui la risposta giusta alle domande che ti poni la trovi online con facilità disarmante, quel che più ci serve è vivere l’esperienza. Provare l’emozione, più che ricercare la conoscenza.

Ecco quindi che il confronto con l’arte stimola nei ragazzi un lavoro di introspezione e di riflessione sulle proprie percezioni, sulle radici culturali e sui legami con l’ambiente. Queste osservazioni sono fondamentali per dare l’avvio alla costruzione del senso critico individuale e non possono svolgersi se non rallentando la corsa all’acquisizione dei contenuti, in favore di un approccio più immersivo ed esperienziale.


Può l’arte aiutarci a scoprire il mondo delle emozioni?

Credo che l’arte sia l’esperienza immersiva per eccellenza. Perché ci introduce in profondità a conoscere il tempo, il luogo, il vissuto, le consuetudini e le emozioni di chi l’ha creata.

Se riusciamo ad entrare in dialogo con un’opera d’arte (meglio se il dialogo non è mediato) il linguaggio principale di questo dialogo sarà proprio quello delle emozioni.

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Maria Anzivino

dueorediarte

Pensaci: non si tratta di ricorrere a tecnologie innovative o visori speciali. Piuttosto, di attingere alla nostra capacità di collegare tra loro piccoli tasselli per ottenere un disegno più grande. Mettere in relazione la nostra esperienza della vita, della storia, dell’amore o della fede con quella dell’artista.

E quando si entra in sintonia con qualcuno, diventa possibile viverne le emozioni perché le si riconosce come simili alle proprie.

Se conosciamo almeno parzialmente la storia, il contesto, la biografia di un pittore, uno scultore, un architetto, possiamo comprendere il suo mondo. Farci un’idea di come quel mondo abbia plasmato il suo modo di vedere e di pensare.

Diventiamo capaci di cambiare il nostro punto di vista, in favore di quello altrui. E ciò è fondamentale per costruire con gli altri un dialogo aperto che limita le situazioni di conflittualità e di incomprensione che sempre più spesso regolano i rapporti tra gli adolescenti.


Il ruolo dell’arte nella creazione dell’originalità

Preparandomi a scrivere questo articolo, ho raccolto le idee, consultato dei testi che in passato avevo letto e mi avevano fatto riflettere ed anche interpellato l’intelligenza artificiale per vedere il problema da un’ulteriore prospettiva.

Ho chiesto a Google Gemini perché studiare arte ed ho ottenuto questa risposta:

5 motivi per studiare la storia dell’arte:

  • Sviluppa la creatività: L’arte insegna a vedere il mondo con occhi nuovi e a trovare ispirazione in ogni cosa.
  • Amplia la cultura generale: L’arte è uno specchio della società, permette di conoscere diverse culture e periodi storici.
  • Migliora la capacità di analisi: L’interpretazione delle opere d’arte stimola il pensiero critico e la capacità di ragionare.
  • Sviluppa l’espressione personale: L’arte è un linguaggio universale che permette di comunicare emozioni e idee.
  • Apre le porte a future professioni: La conoscenza della storia dell’arte è utile per chi vuole lavorare nel mondo dell’arte o in settori creativi.

E’ una risposta analitica, piuttosto completa e direi condivisibile.

Però non è originale.

Rispecchia quello che puoi facilmente leggere in rete in almeno altri 10 articoli scritti sullo stesso tema.

L’originalità di pensiero è qualcosa che dobbiamo coltivare in noi stessi per poter continuare ad avanzare culturalmente in un mondo che diversamente sarà destinato ad appiattirsi.

L’IA continuerà a darci ottime risposte, ma saranno sempre risposte basate su dati esistenti. Saranno sempre rielaborazioni più o meno raffinate di un pensiero già espresso da altri.

Promuovere nuove visuali e nuove prospettive rimane (almeno per ora) il compito riservato all’intelligenza umana.

Sperimentare e suscitare emozioni resta ancora appannaggio della nostra specie.

E possiamo imparare a farlo anche studiando l’arte.

Perché la storia dell’arte è costellata di esempi di persone che hanno intrapreso percorsi originali. Che hanno saputo dare risposte innovative a problemi vecchi e già noti. Che hanno saputo cambiare la prospettiva attraverso cui migliaia di altri individui guardavano il mondo e la storia.

L’arte è una finestra aperta sulla genialità dell’individuo ed allo stesso tempo uno specchio fedelissimo delle complessità della storia e del contesto che stanno alle spalle dell’artista.


Come si può spiegare in classe a cosa serve l’arte?

Tu che sei un’insegnante, conosci l’arte.

Sai che si esprime attraverso un linguaggio universale fatto di immagini, costituite da forme, colori, luci e che il suo racconto è veicolato dalle emozioni.

Sai che a volte, un’immagine vale più di mille parole e che i nostri alunni sono quotidianamente immersi in un contesto visivo attivissimo. Sono bombardati di immagini provenienti dagli schermi che li circondano e sono abituati a dedicare attenzione estrema a quel che accade su uno schermo.

Perciò, cerca di sfruttare questa situazione (che ha dei lati negativi purtroppo innegabili) a vantaggio della lezione: usa un video sullo schermo.

Mettigli davanti un breve filmato che sorvola decine di siti archeologici, paesaggistici e museali del nostro territorio. Lascia che la musica e le immagini parlino il linguaggio delle emozioni, aprendo una porta alla curiosità ed alla disponibilità a sapere.

I ragazzi non amano le imposizioni culturali.

Ha poco senso cercare di convincerli razionalmente che qualcosa è bello ed apprezzabile e che perciò merita la fatica dello studio necessario per conoscerlo.

Meglio puntare sul fascino.

Scegli immagini accattivanti e, se puoi, portali a vedere dal vivo luoghi ed opere. Perché le emozioni funzionano meglio se non vengono mediate da uno schermo (anche se il cinema deve la sua fama proprio alla capacità di narrare in maniera emozionale attraverso uno schermo!).

Io ti suggerisco questa breve serie di video prodotti dal MiC: “in volo sull’archeologia e sulla bellezza italiana”

In volo sull'archeologia e sulla bellezza italiana | 2ª stagione

Per visualizzare questo video, è necessario accettare i cookie. Puoi modificare il tuo consenso usando l'icona a forma di serratura verde che trovi in fondo alla pagina.
in volo sull’archeologia e sulla bellezza italiana. video di 5 minuti sul Patrimonio del Lazio

Personalmente ho scelto un video che mostra le bellezze del Lazio perché si tratta della mia regione e desidero che i miei alunni si sentano chiamati in causa nella scoperta di qualche meraviglia che hanno a portata di mano.
Se navighi sul profilo youtube del MIC potrai trovare molti altri filmati di questa serie che offrono numerosissime combinazioni di siti archeologici e museali di tutta Italia.

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A chi serve maggiormente studiare arte?

A mio avviso, i giovani che hanno maggiormente bisogno di entrare in contatto con il Patrimonio Culturale sono quelli che godono di pochi altri patrimoni.

Che vivono circondati dal degrado e dalla povertà educativa.

Moltissimi giovani non hanno mai messo piede in un museo, un teatro, non hanno mai assistito ad un concerto o ad una rievocazione storica in costume.

Non sanno cosa vuol dire trovarsi faccia a faccia con la storia e con l’arte, quella vera.

In qualche caso, la scuola resta l’unico punto di contatto possibile tra i giovani e la cultura, perché nella quotidianità di questi ragazzi, non c’è spazio per l’esperienza di fruizione del bello.

Giri al centro commerciale sostituiscono le passeggiate in centro. Pomeriggi interi vengono spesi al fastfood anziché nella natura. Le domeniche consacrate al calcio, senza mai il tempo per una gita fuori città.

Non è colpa dei nostri alunni se non capiscono il valore dell’arte.

E’ responsabilità della nostra società che la marginalizza totalmente. La fa sentire lontana. Percepita come una questione d’elite da relegare in una polverosa soffitta.

Quando, al contrario, l’arte è una traccia storica, una memoria viva, un prodotto della civiltà umana. Come la scienza, la tecnologia, la letteratura, la musica, l’enogastronomia.

L’arte è figlia della nostra società e racconta l’evoluzione dell’essere umano. Ci ricorda COME siamo stati a questo mondo ed in alcuni casi ha provato anche a spiegare PERCHE’. Conoscerla ci aiuta a conoscere noi stessi.

I nostri alunni sono (giustamente, direi) refrattari a tutto ciò che viene posto come dogma o come obbligo e vogliono toccare con mano, come san Tommaso, prima di poter credere a mezza verità. Perciò, anziché tentare di convincerli del valore dell’arte sul piano teorico, quello che possiamo fare noi è mettergli davanti agli occhi tutta la bellezza possibile.

Ed insegnargli in primo luogo a guardarla, a prendere contatto con l’opera d’arte e goderne esteticamente. Poi a capirla. Non solo per conoscerla, ma per sentirla propria.

Sennò che lo chiamiamo a fare “patrimonio” culturale?

Il patrimonio è qualcosa che ti appartiene, qualcosa di cui tu puoi beneficiare personalmente. Bisogna insegnargli come.


Le risorse che possono aiutare nel compito di avvicinare i giovani all’arte

Se per decenni si è considerata l’arte come un fenomeno elitario, è anche per via del modo in cui è stata presentata. Troppi dettagli, troppa teoria, troppo snobismo.

Credo che la scuola abbia bisogno di strumenti semplici, che rendono lo studio dell’arte accessibile a tutti, maggiormente a coloro che sono sprovvisti di strumenti culturali raffinati, perché proprio a loro il rapporto con il bello può offrire maggiori opportunità di crescita.

Per questo, da oltre 10 anni con dueorediarte mi occupo di semplificare il lavoro di comprensione della storia dell’arte.

Tutte le risorse utili per studiare in modo facilitato ogni periodo della storia dell’arte si trovano qui, nella pagina Studiare.

Nelle newsletter per docenti, Sala Prof, fornisco settimanalmente degli spunti per attuare una didattica dell’arte inclusiva che permetta di raggiungere gli obiettivi di apprendimento per ciascun alunno assecondando tempi e modi individuali.

Se ti interessa riceverle gratuitamente, puoi iscriverti compilando il form qui sotto.

Nella scuola media è fondamentale mantenere un approccio laboratoriale perché stimola la naturale curiosità e voglia di novità che caratterizza lo stile di apprendimento degli adolescenti. Perciò ti propongo anche di sperimentare le attività grafico-pratiche che trovi nei laboratori attuati nelle mie classi negli ultimi anni.

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Proprio come fossimo in sala professori  🙂

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Grazie per aver deciso di condividere con me un po’ del tuo tempo e della tua esperienza. Avere un team affiatato è una gran cosa, vero? 🙂

Ci vediamo presto nella tua casella di posta!
Maria Anzivino.

www.dueorediarte.it

Categoria: insegnare Tag: approfondimenti, didattica e pedagogia

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Maria Anzivino

Maria Anzivino

Questo blog è nato nel 2013 insieme alla mia carriera da insegnante di arte e immagine nella scuola media.
Inizialmente era per me solo un archivio smart: lo usavo per condividere spunti e materiali con le mie classi. A distanza di dieci anni, dueorediarte è cresciuto molto ed è diventato un luogo di riferimento importante per molti studenti e docenti di arte in tutta Italia, ed io ne sono molto orgogliosa!

Puoi navigare il sito ed utilizzarne i materiali per scopi personali e non commerciali. Visita la pagina "contatti" per inviarmi richieste di collaborazione o domande. Grazie della visita e a presto!

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