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Due Ore di Arte

arte e immagine nella scuola media

16 Settembre 2025

il tempio del Valadier a Frasassi: dal Neoclassicismo al Romanticismo

Ci sono luoghi d’Italia la cui bellezza risiede nel patrimonio storico architettonico che custodiscono, altri che invece emergono per la spettacolarità dell’ambiente naturale che li caratterizza. E poi ci sono quelli in cui il connubio tra storia e natura diventa l’elemento distintivo, in grado di suscitare grande interesse e suggestione. Uno tra questi a mio avviso è il Parco naturale della Gola della Rossa e Frasassi, all’interno del quale nella località di Genga, è possibile ammirare luoghi di grande fascino.

In questo post ti porto a scoprire un’architettura neoclassica (progettata dall’architetto Giuseppe Valadier) che difficilmente troverai illustrata all’interno dei tuoi manuali di storia dell’arte, ma che non ha nulla da invidiare ad altre testimonianze architettoniche del periodo.
Andremo inoltre a scoprire come, a parer mio, questo edificio possa costituire un bell’esempio di transizione tra l’estetica Neoclassica e la concezione Romantica del rapporto tra l’uomo e la natura.

Intanto, prendiamo confidenza con l’edificio attraverso le immagini e qualche sintetica notizia riguardante la sua costruzione. In fondo al post, se lo preferisci, trovi anche un video di circa 6 minuti che ti porta ad esplorare il luogo.

Il tempio del Valadier: come è fatto

L’edificio sacro progettato dall’architetto Giuseppe Valadier nel 1828 su commissione di papa Leone XII si presenta come un’architettura di piccole dimensioni. Basato su una pianta ottagonale (forma che simbolicamente richiama il numero 8 che nella numerologia cristiana è associato alla Vergine Maria) questo tempio ha una struttura molto semplice.

E’ sormontato da una cupola in muratura rivestita da lastre di piombo (come il Pantheon!) che chiude superiormente il volume dell’edificio. Le otto facciate si presentano piuttosto essenziali nel disegno, proporzionate e prive di decorazioni “inutili” proprio in osservanza del perfetto stile neoclassico.
Su quattro di queste facciate compaiono altrettante porte, sormontate da finestre semicircolari che ricordano quelle adoperate dai romani nelle loro costruzioni (pensa ad esempio alle terme) mentre le altre quattro hanno una superficie regolare che è interrotta solo da finestre di forma squadrata (alcune quadrate, altre rettangolari) alternate a bucature cieche, un po’ come le cassettonature che pure venivano utilizzate in epoca classica.

Proprio come nei templi di epoca classica, una piccola scalinata solleva l’edificio rispetto al piano di calpestio ricavato regolarizzando il suolo roccioso della grotta all’interno della quale l’edificio è costruito. La parte sommitale dell’edificio è coronata da una cornice dal disegno piuttosto essenziale.

Curiosità: Fai caso anche alla definizione: nonostante si tratti a tutti gli effetti di una chiesetta cristiana, viene definita “tempio” proprio come gli edifici sacri di epoca classica.

osserva la proporzione tra la figura umana che vedi accanto al tempio e l’edificio stesso. Ti renderai conto che il tempio ha dimensioni piuttosto piccole.

quali materiali sono stati impiegati per la costruzione

L’edificio si presenta esternamente rivestito di lastre di travertino, ed anche scale e cornici sono ricavate dallo stesso materiale.
Il travertino, casomai tu non lo sapessi, è una roccia calcarea, un tipo di marmo molto usato anche dai Romani poiché a Tivoli, località alle porte di Roma, si trovavano e si trovano tuttora delle grandi cave.

La cupola è realizzata in muratura e rivestita esternamente con lastre di piombo che le danno la caratterisica colorazione grigio scuro.

All’interno, l’edificio è molto semplice e spoglio, caratterizzato da pareti imbiancate e semplici cornici a rilievo. Questo perché, come ricorderai, in epoca neoclassica si ricerca l’essenzialità delle forme e gli edifici sono perlopiù bianchi sia esternamente ed internamente, per assomigliare alle architetture classiche i cui resti erano emersi grazie alle campagne di scavo iniziate dalla seconda metà del 1700 e continuate con grande fervore nell’Ottocento.

Una piccola curiosità: Quel che all’epoca del Neoclassicismo non si sapeva è che l’estetica del marmo bianco a vista era in realtà il frutto della scoloritura, dovuta agli agenti atmosferici, delle vivaci pitture che in origine venivano applicate su colonne, fregi e cornici. Noi oggi vediamo i resti dei templi greci e romani interamente color del marmo e ne apprezziamo la bellezza così come sono, ma… se avessimo potuto vederli come si presentavano duemila anni fa, avremmo scoperto che erano coperti di intonaci dai colori sgargianti! Alla faccia dell’estetica “all over white” tanto cara agli architetti neoclassici! 😅

dove si trova il tempio, la cornice naturalistica di Genga

Per raggiungere il tempio del Valadier è necessario percorrere un sentiero che sale per 800 metri, con una discreta pendenza, lungo il fianco della montagna fino a raggiungere la quota (a circa metà del costone roccioso) a cui sono posti gli edifici. La cosa più caratteristica di questo piccolo gioiello dell’architettura neoclassica è infatti la sua collocazione, nascosta, protetta, impervia.
Costruito nel 1828 all’interno di una grotta naturale sulle pendici del monte di Genga, in località Frasassi, questo piccolo edificio si ritrova letteralmente incastonato all’interno della montagna. Questo lo rende assolutamente affascinante perché la differenza tra la rugosità e irregolarità naturale della roccia montuosa, coperta da una rigogliosa vegetazione e la regolarità quasi asettica e geometrica dell’edificio crea un contrasto davvero suggestivo.

le montagne della Gola della Rossa, viste dal tempio. In fondo vedi la strada percorribile in auto.

Accanto al tempio del Valadier, si trova anche un altro piccolo edificio molto più antico. Si tratta di un piccolo eremo, rifugio di monache benedettine dedite alla clausura, realizzato nell’XI secolo e denominato Santa Maria infra saxa (che in latino significa “fra i sassi” e suppongo che da lì derivi il nome della località Frasassi). Guarda come è affascinante anche questo minuscolo luogo sacro incastonato tra le rocce. Prova ad immaginare come potesse svolgersi la vita di queste monache in un luogo così impervio ed inospitale…

tra Neoclassico e Romantico, perché è un esempio di transizione?

Come certamente avrai capito studiando i vari periodi della storia dell’arte, le scansioni cronologiche e le classificazioni che diamo alle varie fasi della storia, servono a noi per darci dei punti di riferimento ed orientarci lungo il corso plurisecolare delle testimonianze umane nel mondo. Ma di fatto, quando la storia si compie, quelle etichette non esistono ancora. C’è stato perciò senz’altro un periodo in cui gli ideali Neoclassici e quelli Romantici sono vissuti fianco a fianco.
Questo edificio ne è un esempio, perché è stato realizzato in una fase storica in cui già esistevano manifestazioni romantiche, ma ha tutte le caratteristiche di una creazione neoclassica.

Vorrei farti riflettere su un aspetto che mi ha colpita visitando questo luogo di persona con la mia famiglia.

La perfezione armoniosa e rigorosa di questo edificio contrasta con la naturalezza quasi selvaggia che caratterizza l’ambiente della montagna. Eppure… se hai già studiato la letteratura e l’arte romantica, saprai che la natura costituisce una grandissima fonte di ispirazione per gli artisti di questo periodo. Paesaggi dall’aspetto ostile e minaccioso fanno da cornice a sentimenti di tormento interiore, solitudine e disperazione. Spazi vasti, sconfinati e spesso difficili da esplorare ricordano all’uomo la sua piccolezza rispetto alla grandiosità del mondo circostante.

Questa continua tensione tra ragione e sentimento, tra tradizione ed innovazione, tra disciplina e spontaneità è proprio uno dei principali aspetti dell’arte della prima metà dell’Ottocento. In quel periodo si è vissuti a cavallo tra l’atteggiamento rigoroso, critico e assolutamente ateo portato avanti dagli esponenti della corrente neoclassica alimentata dalle teorie Illuministe ed il suo opposto sentimento romantico, patriottico, intriso di sentimentalismo e forti passioni che spingono l’uomo a cercare il senso dell’esistenza oltre il suo aspetto terreno e materiale.
Ecco perché ti ho presentato questo edificio come un esempio di transizione tra Neoclassico e Romantico. La sua collocazione a metà tra rigore perfezionistico e natura selvaggia secondo me rispecchia perfettamente il naturale passaggio evolutivo dalla mentalità illuminista a quella romantica.

E’ un edificio di gusto neoclassico, ma allo stesso tempo è un luogo di solitudine, riflessione, contemplazione del bello, del sacro e del silenzio. Proprio come vorrebbero gli artisti romantici.

Se devi ancora studiare l’arte romantica e vuoi avere un’anticipazione dei temi che andrai ad affrontare, ti consiglio di consultare il post dedicato al Romanticismo in Arte che come sempre, è ricco di video brevi, mappe e strumenti semplificati per aiutarti nello studio.

un video che ti porta ad esplorare il tempio del Valadier

Tempio Valadier ed Eremo Santa Maria Infra Saxa – Genga, vicino le grotte di Frassassi (Ancona)

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A Frasassi, un altro luogo magico da esplorare

Vuoi rimanere ancora qualche minuto con me? Allora andiamo a conoscere, grazie ad un post dedicato, un altro luogo di grandissimo interesse che puoi visitare insieme al tempio del Valadier. L’edificio di cui ti ho appena raccontato si trova infatti a brevissima distanza dalle famose grotte naturali di Frasassi, la cui visita ti straconsiglio perché rappresentano davvero un esempio straordinario della bellezza che la natura può creare e di cui noi possiamo godere.

Qui ti faccio dare una sbirciatina… ma per vedere le immagini e scoprire di più su questo affascinante luogo, vai vedere il post dedicato alle Grotte di Frasassi

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Categoria: Blog Tag: 3^media, approfondimenti

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Maria Anzivino

Maria Anzivino

Questo blog è nato nel 2013 insieme alla mia carriera da insegnante di arte e immagine nella scuola media.
Inizialmente era per me solo un archivio smart: lo usavo per condividere spunti e materiali con le mie classi. A distanza di dieci anni, dueorediarte è cresciuto molto ed è diventato un luogo di riferimento importante per molti studenti e docenti di arte in tutta Italia, ed io ne sono molto orgogliosa!

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