Tutti conoscete Van Gogh, o almeno potrete dire di averlo sentito nominare almeno una volta nella vita. Forse però non avete mai sentito parlare di Gauguin, Seurat, Cezanne.
Eppure, questi quattro artisti condividono lo stesso periodo storico e vengono per questo accomunati dalla critica sotto una grande etichetta comune: l’appartenenza al post-impressionismo.
Cos’è il postimpressionismo
A differenza di altri, il post-impressionismo non è un vero movimento artistico, ma un periodo storico. Potremmo dire che è una fase della storia dell’arte, iniziata dopo l’Impressionismo (post= dopo) che aveva costituito una rivoluzione in campo espressivo. Il post-impressionismo precede un’altra grande fase storica che nella prima metà del Novecento ha stabilito l’evoluzione del linguaggio pittorico verso la contemporaneità: quella delle Avanguardie artistiche.
Per renderti la cosa ancor più chiara, ti ho preparato una mappa schematica

Come avrai capito dallo schema, il Post-impressionismo si sviluppa nello stesso contesto storico-economico che fa da sfondo all’Impressionismo e condivide con questa corrente anche alcune tematiche come la rappresentazione del paesaggio ed il ritratto. [Se hai bisogno di ripassare il contesto ottocentesco, leggi qui.]
Quel che cambia però, durante questa fase dell’arte, è il modo in cui il pittore si pone davanti alla realtà e di conseguenza il modo in cui la rappresenta.
Gli Impressionisti avevano dimostrato grande entusiasmo e fiducia rispetto alla possibilità di fare una rappresentazione estemporanea, veloce, piacevolmente approssimativa del mondo. I loro quadri esprimevano vitalità, dinamismo, gioia di vivere, mondanità. Tutto condito con una grande attenzione alla luce, all’atmosfera, alle sensazioni del momento che l’artista ha il compito di trasmettere così come sono. Impressionando la tela quasi come fosse una pellicola fotografica.
Gli artisti che fanno capo al periodo post-impressionista invece ragionano sulla realtà. Smettono di rappresentarla spontaneamente e rapidamente così com’è. Non praticano la pittura en plain air perché non sono interessati alla copia fedele della realtà.
Come ascolterai dai filmati che seguono, sul finire dell’800 alcuni principi vengono messi in discussione. La mentalità positivista comincia ad incrinarsi, lasciando posto ad intuizioni scientifiche di grandissima portata come la relatività e la scoperta dell’inconscio.
Perciò i post-impressionisti non riproducono esattamente la realtà
- La osservano scientificamente e razionalmente (Puntinismo, Seurat e Signac)
- la modellano in forme geometriche essenziali (Cezanne, che sarà il padre ideale del Cubismo)
- la interpretano con vigore e tormento facendole esprimere il proprio stato d’animo (Van Gogh, ma anche Munch)
- o ancora, la trasformano in un mondo magico e simbolico intriso di mistero e spiritualità primitiva (Gauguin)
Quando studierai le Avanguardie artistiche del Novecento, ti renderai conto che queste tematiche introdotte dai post-impressionisti sono destinate ad evolversi verso interpretazioni artistiche sempre più originali e personali.
Video sul Post-Impressionismo
In questo video troverai spiegato molto bene il periodo post-impressionista in relazione all’Impressionismo. In particolare, la prof.ssa Baldriga mette a confronto Renoir e Seurat per farti capire l’evoluzione verso il Puntinismo.
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mentre questo secondo filmato (più breve) ci porta a capire il contesto politico sociale della fine dell’800 che si dissolve in quello novecentesco. A risentirne è il modo in cui l’individuo si percepisce. Nel video infatti si propone un interessante confronto tra ritratti di gentiluomini dell’epoca: uno di Munch e l’altro di Boldini.
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