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Due Ore di Arte

arte e immagine nella scuola media

3 Maggio 2026

Indicazioni nazionali 2025: le 3 principali novità per Arte dal 2026

Con l’entrata in vigore delle nuove indicazioni nazionali per il curricolo del primo ciclo, si rende necessario aggiornare il Curricolo di Istituto per ogni disciplina, andando ad integrare i nuovi obiettivi definiti dal MIM con le già note competenze chiave europee.
In questo articolo andiamo ad analizzare alcuni dei cambiamenti più rilevanti che investono la disciplina di Arte e Immagine nella scuola media, per capire come aggiornare il Curricolo di Arte e come modificare la programmazione didattica per l’insegnamento della storia dell’arte e della pratica di laboratorio nella scuola media a partire dall’anno scolastico 2026-27.

Per rendere il tuo lavoro ancor più agevole e rapido, ho preparato una GUIDA completa alla transizione dalle indicazioni nazionali 2012 a quelle in vigore dal 2026. Al suo interno trovi: tutti i punti chiave del cambiamento, tabelle comparative tra Curricolo 2012 e Curricolo 2025; testo word delle Indicazioni nazionali; testo word degli obiettivi del Curricolo di Arte già declinati anno per anno; video di approfondimento, guida alla valutazione formativa ed esempi di rubriche di valutazione da copiare.

Puoi acquistare la guida con carta del docente, e beneficiare di uno sconto speciale sui materiali per la tua didattica nell’a.s. 2026-27.

Il nuovo Umanesimo

L’impianto delle Nuove Indicazioni nazionali si fonda su un concetto cardine: la libertà dell’individuo come bene primario da tutelare per conseguire uno sviluppo armonico della società in relazione ai talenti, agli interessi ed alle capacità di sviluppo olistico di ciascuno.

Quando pensiamo all’Umanesimo, non possiamo fare a meno di individuare la fecondità di pensiero e la varietà degli stimoli e degli interessi che hanno guidato l’agire di grandi personaggi a noi tanto cari. Pensiamo inevitabilmente a Michelangelo, Leonardo da Vinci, Brunelleschi, Piero della Francesca… quanti altri grandi nomi ti vengono alla mente quando pensi alla prolificità scientifica, letteraria ed artistica del Rinascimento? Sicuramente molti altri ancora.

E dunque, cosa ha in comune la nostra epoca contemporanea, così apparentemente decadente, con un periodo storico di così grande spessore? La necessità di promuovere uno sviluppo umano centrato sull’essere e sul desiderio di comprendere la realtà, farla propria e prepararsi a trasformarla per renderla culla di una nuova umanità. Forse più evoluta, certamente più complessa… sicuramente destinata a trasformarsi ancora ed in modo rapido e poco prevedibile. A noi docenti l’arduo compito di partecipare attivamente alla formazione dei cittadini di domani.

Perché proprio oggi un “Nuovo Umanesimo”?

Non è un caso che queste nuove direttive arrivino proprio ora. Se le Indicazioni del 2012 fotografavano una società che iniziava a definirsi “liquida”, oggi, nel 2026, quella liquidità si è trasformata in uno tsunami di informazioni e algoritmi che rischiano di travolgerci. I nostri studenti sono cambiati profondamente: portano con sé i segni di una pandemia che ha scosso la loro socialità e vivono immersi in una realtà dove l’Intelligenza Artificiale può simulare quasi tutto, dalla scrittura alla creatività e dove le relazioni spesso si vivono sul piano digitale ed immateriale, molto più che nella realtà fisica.

In questo scenario, il Nuovo Umanesimo promosso dalle Indicazioni non è un nostalgico ritorno al passato, ma una scelta precisa: recuperare la parte più profondamente umana della vita. Quella che nessun algoritmo o strumento di Intelligenza Artificiale può imitare (o quantomeno, non adesso).

La scuola del 2025 si pone l’obiettivo di formare cittadini capaci di abitare la complessità senza esserne schiacciati, promuovendo una cittadinanza che sia allo stesso tempo etica ed estetica. Non basta più saper leggere e scrivere; i ragazzi devono imparare a:

  • Coltivare il pensiero critico: Saper governare le informazioni invece di essere usati dagli algoritmi.
  • Riscoprire il valore del limite e dell’errore: In una società che spinge verso una produttività estrema, la scuola deve essere lo spazio dove è permesso sbagliare per crescere.
  • Avere cura del linguaggio: Restituire valore alle parole, alla lettura e persino alla pratica calligrafica, come strumenti per dare un nome ai sentimenti e possedere la realtà.

Al centro di tutto resta la figura del docente come Magister (dal latino magis: colui che è di più). Non un superiore gerarchico, ma una guida che, attraverso la passione e la cura dello spazio educativo, sappia accendere la scintilla del desiderio di apprendere. Che sappia essere regista degli apprendimenti.

In un’epoca in cui Google e l’IA avranno sempre più risposte di noi, il nostro compito di docenti diventa insegnare ai ragazzi a porsi le giuste domande. Dobbiamo collaborare alla fondazione di una società più profondamente critica ed umana. Del Magister e di come possiamo migliorare la nostra autorevolezza in classe, ho parlato anche in questo episodio del podcast.

“Vuoi scoprire come questo Nuovo Umanesimo si traduce in pratica quando dobbiamo valutare i ragazzi o stilare il curricolo? Nel Capitolo 1 della mia Guida all’Attuazione delle Nuove Indicazioni Nazionali 2025 ho analizzato tutti i pilastri fondamentali (compreso l’ingresso dell’Intelligenza Artificiale). Puoi trovarla qui.”

indicazioni nazionali per il curricolo 2026 guida in pdf per l'attuazione in Arte nella scuola secondaria di primo grado

I tre pilastri di cambiamento delle nuove Indicazioni

Te li presento sinteticamente, ma andremo a sviscerarli uno per uno all’interno del post e di approfondimenti specifici in altri articoli.

  • Il ritorno alla “Téchnē” e alla materialità, che include l’importanza della motricità fine e della pratica calligrafica e l’ibridazione tecnologica, con l’uso consapevole dell’Intelligenza Artificiale Generativa e strumenti digitali.
  • L’opera d’arte vista come “testo storico” da decodificare, abbandonando il nozionismo per un “racconto vivo” secondo la filosofia riassunta nel motto non multa sed multum.
  • La valutazione formativa, in grado di valorizzare il processo di apprendimento e non solo il risultato. Abbinata alla pratica del taccuino progettuale e dell’autovalutazione, fornisce la base di auto-consapevolezza di cui lo studente ha bisogno per crescere sia umanamente che creativamente.
le nuove indicazioni nazionali 2025 per arte e immagine: i 3 principali cambiamenti. Introduzione tecnologia IA, manualità tradizionale e studio della storia dell'arte

In laboratorio tra techné e ibridazione tecnologica

Quando sporcarsi le mani incontra l’IA

Uno dei punti più innovativi (e forse più necessari) delle Nuove Indicazioni 2025 è il recupero del concetto di Techné, intesa come quella fusione necessaria tra arte e tecnica che mette al centro la persona. In un’epoca dominata da esperienze immateriali e relazioni filtrate da schermi, il Ministero ci invita a riportare i ragazzi nel “qui ed ora”. Come? Attraverso un deciso ritorno alla materialità.

Non si tratta tanto di coltivare un approccio accademico e nostalgico alla pratica artistica, ma di dare spazio allo sviluppo armonico del cervello dei nostri alunni. Attività come il disegno dal vero, la modellazione a tutto tondo e la pratica della prospettiva non sono solo esercizi grafici, ma veri e propri strumenti per allenare la motricità fine e la coordinazione oculo-manuale, spesso indebolite dall’uso eccessivo del digitale.
Sporcarsi le mani con l’argilla o concentrarsi sul chiaroscuro obbliga lo studente a osservare la realtà, a gestire l’errore e a riscoprire la “pedagogia del tempo lento”. Persino la calligrafia viene suggerita come un’occasione di modulazione emotiva e riflessione, quasi una forma di mindfulness creativa per contrastare la frenesia della produzione e del consumo compulsivo di contenuti veloci.

Tuttavia, questo ritorno alle radici non esclude il futuro. Anzi.

La sfida che le Indicazioni Nazionali ci lanciano nel 2026 è l’ibridazione tecnologica all’interno della nostra disciplina che ha una lunga tradizione di manualità alle spalle.
E che, secondo me, devo assolutamente mantenere.


Le Nuove Indicazioni 2025 di fatto non ci chiedono di scegliere tra strumenti espressivi tradizionali e tecnologici, ma di farli dialogare. L’Intelligenza Artificiale, il prompt design e il montaggio video diventano estensioni della creatività umana, non loro sostituti.
Lo strumento digitale può rivelarsi anzi una risorsa preziosa di compensazione per gli alunni con BES, permettendo loro di bypassare difficoltà esecutive e liberare il proprio pensiero critico. L’obiettivo finale di questa riprogettazione curricolare è la costruzione di una cittadinanza che sia allo stesso tempo etica ed estetica: insegnare ai ragazzi ad abitare il mondo con sensibilità, proteggendo il patrimonio reale che abbiamo ereditato ma rimanendo al contempo capaci di interpretarlo e “comunicarlo” attraverso i nuovi linguaggi e strumenti di cui la modernità ci ha dotati .

“Sembra complesso integrare tutto questo nella programmazione annuale di Arte?
In realtà, molte di queste prassi le conosciamo già: si tratta solo di inquadrarle nei nuovi OSA ministeriali. Nella mia Guida alle nuove indicazioni nazionali.pdf ho inserito una sezione specifica dedicata proprio alla progettazione di laboratori inclusivi che fondono manualità e tecnologia, con esempi di obiettivi già declinati per ogni classe.
E cosa ancor più importante, all’interno delle risorse annuali Sala Prof VIP trovi proprio i laboratori già pronti per essere messi in campo ed alcuni speciali strumenti di supporto tecnologico che ti aiuteranno enormemente nella tua programmazione di Arte e nella valutazione formativa. Puoi darci un’occhiata qui.“

Storia dell’arte: l’opera come testo da decodificare

rallentare e diminuire per aumentare la profondità dell’apprendimento

Se c’è una sfida che spaventa (e insieme affascina) noi docenti, è l’invito delle Nuove Indicazioni a superare definitivamente la logica enciclopedica. Il motto latino “non multa, sed multum“ ci invita di fatto ad attuare un cambio di paradigma: insegnare meno cose, ma in modo più profondo e significativo.

In un mondo dove Google e l’IA offrono risposte istantanee a ogni domanda nozionistica, la scuola non può più permettersi di “correre” per esaurire un programma vasto e spesso improduttivo. Al contrario, dobbiamo prenderci il tempo per trasformare l’ora di arte in un’occasione di spirito critico. Ne ho parlato anche in questo episodio del podcast.

Questo significa:

  • Identificare opere ed autori esemplari: Invece di una carrellata superficiale di centinaia di artisti, selezioniamo quei “nodi concettuali” e quelle opere-chiave che possono essere lette come un vero testo storico.
  • Lavorare sul metodo, non solo sul contenuto: Ridurre il carico degli argomenti ci regala spazio prezioso in classe per il dialogo, la ricerca e la rielaborazione attraverso mappe concettuali e schematizzazioni. Insegniamo ai ragazzi come guardare un’opera, fornendo loro le chiavi di lettura per orientarsi poi, in autonomia, davanti a qualsiasi immagine inedita.
  • Cercare la risonanza emotiva: Scegliamo opere che sappiano “parlare” al vissuto degli alunni, diventando per loro un alfabeto per decodificare le proprie emozioni. Come una poesia imparata a memoria che torna in mente nel momento del bisogno, così un’immagine potente deve poter rispecchiare lo stato d’animo di uno studente anche anni dopo la scuola.

Questa scelta non è una banalizzazione della disciplina, ma un atto di libertà e responsabilità del Magister. Sulla base della propria personalità e del clima della classe, il docente può finalmente vivere una didattica senza ansia, recuperando la dimensione umana e relazionale del percorso di apprendimento.

Personalmente adotto da sempre questo sistema e trovo che dia risultati soddisfacenti. Da anni ho strutturato come sai tutto il mio lavoro didattico sulla riduzione degli argomenti ad una gamma di temi essenziali e sulla semplificazione dei contenuti per ottenere due vantaggi sostanziali: strutturare un programma snello che sia veramente inclusivo nei confronti degli alunni con BES e dedicare maggior tempo didattico all’analisi critica ed alla strutturazione del metodo.

Strumenti pratici per attuare l’insegnamento per nuclei essenziali ed educare allo spirito critico

Di fatto, quando si tratta di mettere in campo la programmazione annuale, la tentazione di cadere nella costruzione di un percorso articolato che renda giustizia alla sconfinata varietà di artisti ed opere d’arte meritevoli di essere conosciuti ed approfonditi, è sempre in agguato.

Ma per quel che la mia esperienza di insegnamento mi ha permesso di capire, ampliare i confini dei percorsi disciplinari non è generalmente produttivo in termini di efficacia degli apprendimenti. Soprattutto se all’interno del gruppo classe ci sono diversi casi di alunni con BES, DSA, svantaggio linguistico o svantaggio socio-culturale… aumentare l’entità degli argomenti da studiare, non aiuta. Gli studenti con BES hanno bisogno di strumenti compensativi che li aiutino nello strutturare lo studio autonomo e facciano da elementi di appoggio durante le fasi di verifica degli apprendimenti.

Insegnare a studiare con senso critico comporta insegnare a scomporre la complessità di un’opera d’arte in osservazioni critiche puntuali.

Ci sono nel blog diversi contenuti orientati a darti strumenti per la semplificazione del programma: come i volumi di Storia dell’Arte Facile per la prima media e per la seconda media all’interno dei quali trovi tutte le mappe e le sintesi che rendono ogni argomento del programma accessibile a tutti gli alunni con BES e DSA.

Inoltre, i post dedicati alla lettura dell’opera guidata, sono perfetti per fare operazione di scaffolding con i tuoi studenti, fornendo loro l’impalcatura didattica chiara ed ordinata che li guidi passo passo nell’approccio all’opera d’arte con livelli di complessità differenti.

Qui trovi la lettura dell’opera schematica per la prima media, stampabile in Pdf

Qui invece i modelli stampabili in pdf con due diverse grafiche (per stili di apprendimento diversi!) delle mappe concettuali guida per la lettura dell’opera in terza media.

Per vedere come strutturo la lettura dell’opera guidata in seconda media, nel volume Storia dell’Arte facile 2 trovi diverse schede BES inedite (non si trovano tra i materiali disponibili sul sito) che possono essere copiate così come sono o anche utilizzate per fornire agli alunni un modello da seguire nella strutturazione delle proprie letture dell’opera.

Qui invece una proposta per strutturare la lettura dell’opera secondo il metodo Harvard “peeling the fruit”

la valutazione formativa in Arte

dalla stigmatizzazione dell’errore alla valorizzazione del processo

Nella scuola del 2026, valutare non significa più emettere un verdetto finale su un disegno, ma compiere un atto di valorizzazione del percorso.
Le Nuove Indicazioni Nazionali ci chiedono di spostare il peso dalla valutazione sommativa (il voto sul prodotto finito) a quella formativa, intesa come strumento di orientamento e promozione del successo dell’alunno.

In pratica, siamo autorizzati a dare valore a ciò che abbiamo sempre osservato “tra i banchi”: l’impegno, la cura dei materiali, il punto di partenza e i progressi individuali. In quest’ottica, l’errore smette di essere un fallimento da punire e diventa una preziosa traccia di apprendimento, un limite da cui ripartire per affinare la tecnica.

Per rendere questo processo concreto e non solo teorico, lo strumento d’elezione è il taccuino progettuale (o diario visivo, come lo definiscono le Indicazioni, forse trascurando il fatto che quella dicitura identifica un marchio registrato!).
È qui che il docente può monitorare il “dietro le quinte” del lavoro: schizzi preliminari, prove di colore e la capacità dello studente di risolvere problemi progettuali. Tutto questo deve basarsi sulla regola dell’osservabilità: ogni obiettivo deve essere tradotto in un’azione misurabile (es. “applicare il chiaroscuro”) per garantire trasparenza e oggettività.

Inserendo pratiche di autovalutazione e valutazione tra pari (peer-to-peer), aiutiamo i ragazzi a sviluppare empatia e consapevolezza critica: il voto non è più un “atto magico” che deriva da imperscrutabili criteri stabiliti dal docente, ma il risultato di un processo di cui l’alunno ha finalmente il controllo.

La sfida delle rubriche qualitative: tra precisione e “mancanza di tempo”

Costruire una rubrica di valutazione qualitativa è forse una delle sfide più complesse che le Nuove Indicazioni ci pongono.

A differenza di una semplice griglia numerica, che si limita ad assegnare punteggi, la rubrica deve fornire una descrizione dettagliata e qualitativa di ciò che lo studente deve saper fare per raggiungere ogni specifico livello. Questo richiede una grande capacità di tradurre concetti astratti in azioni osservabili e misurabili, garantendo che i criteri siano chiari e trasparenti sia per le famiglie che per gli alunni. Tuttavia, progettare da zero questi indicatori per ogni singolo laboratorio artistico richiede un investimento di tempo che spesso, nel turbine della vita scolastica, semplicemente non abbiamo.

Per superare questo ostacolo e permetterti di concentrarti solo sulla didattica, ho introdotto una novità assoluta nel piano annuale VIP 2026-27: un assistente virtuale dedicato alla stesura delle tue rubriche.

Ecco come funziona questa sinergia:

  • Laboratori già strutturati: Ti fornisco percorsi didattici completi, con obiettivi e fasi di lavoro già delineati.
  • Rubriche “su misura”: Lo strumento analizza il laboratorio specifico e genera per te una rubrica qualitativa coerente, suddivisa in indicatori precisi come “Tecnica ed Espressività”, “Impegno e Metacognizione” o “Educazione Civica”.
  • Domande metacognitive: Insieme alla rubrica, lo strumento elabora anche le domande per l’autovalutazione da proporre ai ragazzi sul retro del loro lavoro, trasformando la valutazione in un vero momento di crescita.

In questo modo, la burocrazia smette di essere un peso e diventa un supporto reale per documentare il talento e i progressi di ogni studente.

“Vuoi vedere un esempio reale di come l’assistente VIP ha elaborato la rubrica per un laboratorio di educazione civica? Nella mia Guida alle nuove indicazioni nazionali ho inserito una dimostrazione completa a pagina 40, con tutti i blocchi di valutazione e le domande metacognitive pronte all’uso. È il modo più rapido per entrare nel futuro della valutazione senza stress.”

In conclusione

Le Nuove Indicazioni Nazionali 2025 ci costringono a revisionare almeno in parte il nostro modo abituale di insegnare ed a mettere in primo piano nuovi obiettivi. In un mondo che corre verso l’automazione, ci viene chiesto di fermarci e di riportare al centro la persona, la cura del linguaggio e la bellezza del fare materiale.

Abbiamo visto che la sfida è ambiziosa:

  • Abbandonare l’ansia del programma per abbracciare la profondità del sapere secondo il principio guida “non multa, sed multum”.
  • Far convivere la manualità e l’espressività creativa con l’Intelligenza Artificiale attraverso un’ibridazione tecnologica consapevole.
  • Trasformare la valutazione in un percorso di valore, documentato passo dopo passo nell’osservazione del processo attraverso le rubriche qualitative e l’autovalutazione dello studente.
  • Riscoprire il nostro ruolo di Magister, guide autorevoli capaci di accendere il desiderio di apprendere nei nostri ragazzi in una prospettiva di nuovo Umanesimo.

Sappiamo bene che cambiare rotta richiede coraggio e, soprattutto, tempo. Tuttavia, non dobbiamo affrontare questa transizione da soli. Il segreto per non lasciarsi travolgere dallo “tsunami” del cambiamento è dotarsi di strumenti agili che traducano la teoria in pratica quotidiana, permettendoci di tornare a fare quello che amiamo di più: insegnare con passione la nostra materia.

Un investimento che si ripaga da solo (letteralmente)

Aggiornare la propria didattica alle Nuove Indicazioni Nazionali 2025 non deve essere un salto nel buio, né un lavoro solitario fatto di notti insonni sui documenti ministeriali. La mia Guida all’Attuazione delle Nuove Indicazioni Nazionali 2025 è stata pensata proprio per questo: darti tutto il materiale pronto, dai file Word editabili del curricolo verticale alle rubriche di valutazione, lasciando a te solo la parte più bella del nostro lavoro: fare arte con i ragazzi.

Ma c’è di più. Ho deciso di rendere questa scelta ancora più semplice:

  • Sconto esclusivo del 20%: Acquistando la guida, sbloccherai immediatamente un codice sconto per l’abbonamento annuale alla Sala Prof VIP 2026-27.
  • La Guida diventa “gratis”: Lo sconto di 27€ sul piano VIP copre interamente il costo di questo manuale. In pratica, è come se ricevessi la guida in omaggio insieme ai servizi esclusivi del piano annuale.
  • Risorse strategiche e pronte da attuare: Con il pacchetto completo avrai accesso ai laboratori già strutturati, al supporto dell’assistente virtuale per le rubriche e a tutta la community di dueorediarte.

Non farti trovare impreparata dalle riunioni di dipartimento di settembre. Prendi ora la tua copia, scarica i materiali editabili e inizia a progettare la tua nuova ora di arte con serenità.

VAI ALLO SHOP E SCARICA LA GUIDA COMPLETA. Acquistabile anche con carta del Docente

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Categoria: Blog, insegnare Tag: curricolo, indicazioni nazionali 2025, risorse digitali

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Maria Anzivino

Maria Anzivino

Questo blog è nato nel 2013 insieme alla mia carriera da insegnante di arte e immagine nella scuola media.
Inizialmente era per me solo un archivio smart: lo usavo per condividere spunti e materiali con le mie classi. A distanza di dieci anni, dueorediarte è cresciuto molto ed è diventato un luogo di riferimento importante per molti studenti e docenti di arte in tutta Italia, ed io ne sono molto orgogliosa!

Puoi navigare il sito ed utilizzarne i materiali per scopi personali e non commerciali. Visita la pagina "contatti" per inviarmi richieste di collaborazione o domande. Grazie della visita e a presto!

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