A partire dalla seconda metà dell’800, i contatti tra Europa ed Africa (così come quelli con l’Asia) si intensificano grazie alle politiche colonialiste dei Paesi maggiormente sviluppati e ciò determina importanti ricadute sull’arte del nostro continente.
La diffusione di stampe ed oggetti d’uso provenienti dall’Asia sviluppa negli artisti una particolare attenzione alle forme espressive giapponesi, detta “nipponismo” o “giapponismo”.
Ne vediamo esempi nei quadri di Manet, Monet, Van Gogh, Gauguin per citarne solo alcuni. Essi si ispirano alla bidimensionalità delle stampe giapponesi, rinunciando alla tradizionale impostazione prospettica della nostra arte, e traggono dal repertorio nipponico ampia ispirazione anche per quanto riguarda colori, soggetti, decorazioni.
perché la cultura giapponese affascina l’occidente
Guarda questo video di 5 minuti che ti racconta molto bene il contesto storico-economico che ha reso possibile questa importante contaminazione culturale.
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Gli artisti di fine Ottocento apprezzano fin da subito l’arte giapponese per la sua capacità sintetica, efficace e spirituale di rappresentare la natura. Per la grazia e l’innovazione con cui le immagini giapponesi riescono a rendere l’impressione della situazione raffigurata. Sì, proprio quel che vogliono fare gli Impressionisti! ed i post-impressionisti.
Due esempi:
Monet ritrae la moglie Camille con un costume tradizionale giapponese.

Van Gogh ritrae l’amico Pere Tanguy su un fondale fatto di stampe giapponesi.
Quali caratteristiche dell’arte giapponese influenzano Van Gogh?
Guarda il video sottostante, mette in parallelo lo stile delle stampe giapponesi con alcune opere di Vang Gogh nelle quali è facile ravvisare le influenze del nipponismo. Poiché è in inglese, ti riassumo sotto le parole chiave tradotte in italiano.
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- ampie campiture di colore, luminose e piatte
- linee di contorno marcate
- composizioni con diagonalità evidente
- punto di vista sopraelevato per dare profondità al paesaggio. Enfasi sul primo piano e sullo sfondo
- linea d’orizzonte molto alta o del tutto assente (veduta a volo d’uccello)
- inquadrature ristrette, con il soggetto molto ritagliato dai bordi del quadro
- attenzione immersiva ai dettagli della natura
Ma come erano fatte le stampe giapponesi?
Questo brevissimo video te ne da una rapida spiegazione
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L’influenza del primitivismo e la nascita del modernismo
Analogamente, anche l’arte africana suscita l’interesse di molti artisti, alcuni dei quali vissuti nel secolo scorso, tra cui Picasso, Modigliani, Brancusi.
Sono soprattutto le maschere e le sculture provenienti dal continente africano e dalla lontana Oceania a colpire gli artisti europei per la loro immediatezza espressiva e la loro sintesi potremmo dire geometrica, così lontana dai canoni di bellezza tradizionali incarnati dall’arte rinascimentale e poi adottati sin quasi ai giorni nostri.
Questo breve filmato ti porta a comprendere la nascita del primitivismo (interpretato da Gauguin) e del modernismo di cui parliamo nel seguito del post riferendoci a Picasso, Modigliani, Brancusi.
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Le maschere, che diventeranno poi anche (in tutt’altra accezione) un tema letterario importante del lavoro di Pirandello, premio nobel italiano per la letteratura, vengono presto rielaborate da alcuni artisti chiave del primo Novecento.
Eccole interpretate da Picasso, agli esordi del cubismo nel celebre dipinto “les desmoiselles d’Avignon”:

di cui trovi una video-lettura qui. Ti aiuterà a capire il legame tra il lavoro di Picasso e l’ispirazione africana.
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da Modigliani, celebre quanto sfortunato ritrattista dallo stile inconfondibile


e da Brancusi, scultore rumeno contemporaneo


Le textures ed i colori dell’arte afro sono interessantissimi anche sotto il profilo grafico, perciò ne esamineremo alcuni per utilizzarli creativamente in un lavoro da svolgere con le tempere.
Qui un link alla ricerca su google “african textures”
di cui riporto alcune immagini che mi sembrano più significative in relazione alla loro riproducibilità grafica.









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